L'era del Ferro

Dal divano alla finish line


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La forza della debolezza

Questo post lo avrei dovuto scrivere una settimana fa, subito dopo IRONMAN Pescara 70.3, e sarebbe servito a raccontarti quanto è figo chiudere un mese di allenamenti lunghissimi con un mezzo IRONMAN concluso in 5 ore e 9 minuti. Quanto si sta bene a passare un week end con il Team Spartans quasi al completo, quanto sia divertente nuotare nel mare in tempesta, prendere la grandine mentre si pedala e viaggiare a 4’45” nella mezza maratona finale. Continua a leggere

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Tirami-sù

Negli schemi d’allenamento entrano due nuove attività: mangiare e dormire

Ho l’impressione di essere tornato indietro di tre anni, quando avevo appena iniziato a correre e ogni uscita significava passare le 24 ore successive con le gambe doloranti. Ora è ogni singolo muscolo del mio corpo a dolere (ne ho scoperti anche alcuni che non sapevo esistessero!) a partire dalle braccia, messe sotto pressione dal tour de force in acqua, ma anche il resto non è da meno per via del circuit training.

D’altra parte il nuoto è il mio punto debole perciò non c’è nient’altro da fare che stare in vasca, soprattutto in questa fase iniziale della preparazione, concentrando tutte le energie sul miglioramento della velocità. Obiettivo numero due è il potenziamento generale e il lavoro ultra-anaerobico attraverso il circuit traning. Il mantenimento della capacità aerobica è lasciato esclusivamente alla bicicletta.

A completare la ricetta del perfetto aspirante Ironman c’è un’abbondante dose di sonno (e su questo sono colpevolmente in difetto) ma anche cibo. A quanto pare i miei 61 kg (che in quanto runner sarebbero quasi fin troppo) non sarebbero sufficienti a “sostenere” il drenaggio di risorse a cui andrò incontro nei prossimi mesi, pertanto basta paranoie a tavola e piatti più abbondanti.

Insomma, alla terza settimana di lavoro ho ceduto ai brontolii del coach rinunciando alla sesta giornata di allenamento, quella del lunghetto a piedi, e mi sono piegato alla terapia “nuota, mangia e dormi” per accumulare più energie possibili e nel contempo far crescere un po’ la massa muscolare.

Mi costa parecchio rinunciare ancora all’amata corsa ma temo di non avere scelta. Un giorno di riposo in più mi aiuterà a mettere più convinzione in vasca, e probabilmente a essere anche un po’ più rilassato in generale.

Continuano dunque i micro-aggiustamenti alla ricerca del perfetto equilibrio e della massima efficienza. Anche questo un modo di spostare i propri limiti. È difficile…mi piace!