L'era del Ferro

Dal divano alla finish line


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Di Maestri zen, battaglie quasi perse e sogni hawaiani

IMG_5447Non vado, le gambe non si sollevano, inciampo in ogni arbusto su per questa maledetta salita attraverso un prato che non finisce mai. Mi sembra di essere un’altra persona che sta facendo un’altra gara rispetto a come stavo 10 minuti fa. E’ veloce questa Ultrabericus, una trappola perfetta se non la conosci, che ti invita a girare forte per poi azzannarti ancora prima del 30° chilometro sui 65 totali. Continua a leggere

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Il mare d’inverno


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Fa freddo sulle montagne sopra a Rimini in questo week end di inizio marzo, non esattamente il clima che troveremo tra un paio di mesi nella classicissima Rimini Challenge, un must di inizio stagione per il team Spartans. O meglio, c’è il sole e in salita si suda da matti, i guanti si bagnano se non ti ricordi di toglierli e la termica sotto la giacca pesante genera un odore molto spiacevole. Però c’è questo vento fortissimo che a raffiche investe la Argon e le sue ruote a alto profilo, facendomi sudare ancora di più nel tentativo di controllare la mia astronave – si capisce che la amo? – e al tempo stesso tremare di freddo in discesa. Continua a leggere


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Sogna, scegli, progetta, fai (ovvero la regola della 4 D che ci sono anche se non si vedono)

Le concessioni che siamo disposti a fare rivelano l’importanza che diamo a una cosa
(cit Kilian Jornet)

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E’ tanto che non scrivo qui e potrei elencare un sacco di buone ragioni per cui ho trascurato il blog: perché ho lavorato tanto, perché scrivo anche per theageofsport.it, perché il Team Spartans cresce e allenare così tanta gente, mica solo i debuttanti all’Ironman Spagna, è impegnativo, e via discorrendo. La verità però è più concisa e anche cruda: non avevo niente da dire. O meglio, nulla da dire che mi stesse veramente a cuore. Continua a leggere


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Otto e mezzo – Ironman Barcellona 2015 (dalla prospettiva sbagliata)

In crisi esistenziale e creativa, alle prese con un film da fare, un regista fa una sorta di mobilitazione generale di emozioni, affetti, ricordi, sogni, complessi, bugie. Un misto tra una sgangherata seduta psicanalitica e un disordinato esame di coscienza in un’atmosfera da limbo (F. Fellini)

Siamo in nove con in mano il biglietto di andata per l’Ironman Barcellona 2015. Nove atleti dell’ASD Team Spartans Bologna, la mia squadra. Ma stavolta c’entro fino a un certo punto, perché sì a Barcellona ci vado per correre il mio terzo Ironman mentre per loro sarà il primo, e si sa che il primo Ironman è il più importante di tutti quelli che si possano fare in una vita intera.

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365 giorni

Un anno fa tagliavo il traguardo di Panama City Beach e diventavo un Ironman.

Mi avevano detto che finire la tua prima gara è come nascere per la seconda volta. Era vero.

Non è che non si fanno più errori o si diventa indistruttibili, anzi. E’ che si diventa molto più consapevoli di ciò che siamo, di ciò che non siamo, di ciò che vogliamo essere e di ciò che non saremo mai.

E poi, questo non potevo immaginarlo, si diventa anche responsabili. Che ci piaccia o no quando si indossa maglia da finisher diventiamo un riferimento per gli altri, per chi ci guarda sognando di raggiungere lo stesso obiettivo e anche per chi ci guarda prendendoci come simbolo di una follia da crisi di mezza età.

Sta a noi trasmettere il significato più vero dei chilometri e della fatica, oppure trasformare tutto in un esercizio narcisistico.

La parola responsabilità, dopo che ho passato quel traguardo, ha assunto un significato tutto nuovo. Sono un privilegiato.

2 novembre 2013: nato per la seconda volta

2 novembre 2013: nato per la seconda volta


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IM Austria 2015 – Parole a colori

Ci ho messo un po’ a farmi venire la voglia di descrivere la gara nel dettaglio perché l’ho vissuta in modo così emozionale che mi sembrava di farle perdere valore, cercando di riavvolgere il nastro e razionalizzarla, dissezionandola chilometro per chilometro. Però me l’hanno chiesto in tanti…ed eccola qui allora, un po’ freddamente perché quel che avevo nel cuore l’ho già scritto. Continua a leggere


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Le IMperfezioni provvisorie

Una settimana alla gara. I giochi sono fatti, tempo di scaricare e riempire ogni singola cellula di energia.

Eh sì, la fai facile tu. Ho tirato come un matto, messo in fila lunghissimi su lunghissimi e ora anche solo corricchiare per un’oretta mi costa un’enorme fatica. E poi, quanto sono lento. Soffro.

Il cuore che non sale per la stanchezza accumulata, le gambe dure non appena provo a spingere un po’ sui pedali, la falcata corta, solo la bracciata è brillante, il nuoto è così, il nuoto è strano ti inganna sempre, non lo puoi imbrigliare dentro a uno scarico. E poi la cistite che ho trascurato, i pantaloni della divisa a cui non mi sono abituato, le mie nuove Wave Rider 17 che accidenti a loro sono solo l’ombra del glorioso nome che portano. E’ sufficiente un attimo di cedimento, la tentazione di lasciarsi un po’ andare, metto tutto insieme e vado in panico. Continua a leggere