L'era del Ferro

Dal divano alla finish line


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Training Report: Week 19- Day 1

Meno di una settimana a Roma, ora dello scarico no? Ecco bravi: no.

Siccome i triatleti sono strambi noi la settimana prima della  maratona si continua a spingere. Non a piedi, certo, ma in acqua perché il 70.3 di Rimini è in arrivo e il vero obiettivo della stagione è la Florida. E quindi un bel 3 chilometri e 600 metri in piscina non te li toglie nessuno, nemmeno sei giorni prima di andare a Roma per la passeggiatina di metà marzo.

Dopo il riscaldamento e 500 m di tecnica è iniziato l’allenamento vero e proprio, reso più interessante dalla coabitazione in corsia con 5/6 persone tra cui: un anziano a fare da chicane mobile, un giovanotto che ha ben pensato di rompere le balle nuotando a dorso, una signora amante della rana. Essendo l’esercizio a ripartenze fisse potete immaginare il divertimento nel superare i soggetti in questione, attività ludica ma anche formativa perché tutto sommato ha simulato bene i drammatici momenti dello start in gara e il guazzabuglio fino alla prima boa.

Dal secondo 400m con i soci di nuoto Stefano, Antonio e Davide (missing in action gli altri ma hanno promesso che torneranno, vero fratelli Corsini?) siamo passati alla nostra solita corsia dedicata che ci ha permesso di nuotare in tranquillità. Nonostante il disimpegno dalla piscina me la sono cavata alla fine con un 2’01″/100m medio piuttosto dignitoso (oddio, oggi ho un male boia alle braccia ma ci sta) e addirittura nella serie 8x100m la necessità di risparmiare energie mi ha fatto migliorare la scorrevolezza. E’ bastato contrarre appena gli addominali e stringere le chiappe per sollevare bacino e gambe di un bel po’. Se poi mi ricordassi di tenere le braccia belle larghe fin da subito magari sarebbe anche meglio.

Dopo 1 ora e 24 minuti di fatica sono uscito dall’acqua abbastanza vivo e molto affamato. Ah, dimenticavo,  ho cercato in tutti i modi di non andare a Roma, prima scivolando sul pavimento bagnato e sbattendo il piede sinistro contro una panchina (due lividozzi viola sul dorso usciti immediatamente ma sistemati, credo, grazie all’immersione in acqua) e poi  grattugiamento del piede destro contro la passerella che divide vasca grande da vasca piccola, con 5 belle ferite (piccole) come ricordino.

Nuoto

Risc 200m MX

Tecnica x2 (25 m pugno, aperto, dx, sx, tocco basso, sx, dx, tocco alto)

1 x 600m partenza a 12.45

2 x 400m ripartenza a 8.45

4 x 200m a 4.30

8 x 100m a 2.15

TOT: 3700m


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Training Report: Week 16 – Day 4

Niente di che, anzi, una mezza fetecchia. Pessima pessima serata in acqua con una tabellina facile eseguita male. Avevo le braccia dolenti dal collinare del giorno prima (!!! sì, gambe perfette e braccia in crisi) e in generale mi sentivo molto stanco.

E così ho nuotato lento lento. Riscaldamento con molto dorso e rana, sono scarsissimo, poi 3x400m da fare a passo (il secondo con il pull) fatti rispettivamente a 2′, 1’54”, 1’56”. Vabbeh, praticamente incommentabile. Capita.

Nuoto

2x300m MX

400 m SL

400 m SL con pull

400 m SL

200 m gambe

Scarico dati Garmin


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Training Report: Week 15 – Day 1

Seduta un po’ particolare pensata specificamente per “mettersi in testa”il ritmo gara da eseguire in modo costante durante tutte le ripetute. A differenza di quanto accade nella corsa, dove ormai sono in grado di “sentire” il passo anche senza guardare il Garmin, a nuoto invece faccio ancora molta fatica a capire esattamente a che velocità sto procedendo.

Ero un po’ stanchino ma non essendo impegnativa fisicamente mi è anche uscita bene, con i 50m nuotati bene intorno a 1’52″\100m. Certo, ora che sono concentrato su Roma il nuoto lo sto un pochino trascurando. Riprenderò con i volumi da metà marzo in poi.

Ecco un bell’esempio di tabella “gestione tempo”:

200m riscaldamento
12 x 25m MISTI ROVESCIATI senza il Delfino (STILE-RANA-DORSO-STILE) stop ad ogni 25m rec. 15″
12 x 50m gambe tavoletta A Forte R passo. rec. 15″4 x
100m SL passo costante media velocita’ (non rilassato) partenza fissa a 2.15 + 4 x 50m partenza fissa a 1.15
50m sciolti dopo ogni serie da 100m + 4 x 50m

200m defaticamento


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Training Report: Week 14 – Day 3

Il 7 febbraio 2013 è una data che non si cancellerà più dalla mia memoria. Papà è in ospedale da lunedì e oggi attendiamo i risultati della TAC. A mezzogiorno e mezza mamma non mi ha ancora chiamato e io ho già capito tutto. Comporre il suo numero, sentire la sua voce rotta e ascoltare la conferma dei nostri sospetti peggiori è come entrare in un tunnel dove spazio e tempo sono sospesi. Diventa tutto scuro all’improvviso, nonostante sia una bellissima giornata e il sole scaldi attraverso la finestra del mio ufficio a cui mi appoggio alla ricerca di un sostegno che sostituisca temporaneamente le mie ginocchia tremanti. Volo a Monza, ho solo voglia di stare con lui. E’ una cosa talmente grande, talmente spaventosa, talmente inaspettata che non riesco neppure a chiamarla per nome. E poi per dargli un nome e un cognome preciso dobbiamo anche aspettare ancora.

A tarda sera non mi rimane che uscire da lì e decidere se chiudermi in una muta inattività o eseguire l’allenamento previsto, in piscina. Opto per la seconda soluzione e, anche se all’inizio penso di affogare in vasca, piano piano mi impongo una respirazione regolare. Il ritmo delle bracciate mi trascina in una inaspettata calma, l’acqua che scivola sulla mia pelle ha un effetto rilassante, il cervello smette di macinare pensieri su passato e futuro sintonizzandosi solo sul qui e ora. Esco dall’acqua appena appena più sereno, mangio, cado in un sonno profondo e senza sogni. Ma almeno dormo.

Da ora siamo in battaglia insieme. Sarà un doppio Ironman, il mio facile, il suo difficilissimo. Ma lui è il mio papà, ben più forte di me. E io? e io mi sa che dovrò continuare ad allenarmi e prepararmi per il mio appuntamento, perchè è l’unico modo che ho per ricaricare le mie batterie, l’unico modo per attaccare i cavi alla sua batteria e trasferirgli tutta l’energia che posso. Crederci sempre, mollare mai.

Nuoto
Distanza: 2k (mancano dal Garmin i 100 m gambe)
Tempo: 48′
Passo medio: 1’59″/100 m

Scarico dati Garmin


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Training Report: Week 13 – Day 3

Ieri dopo l’allenamento arrivo a casa, mangio la mia cena dell’atleta (pollo alla piastra, spinaci, arancia, un bicchiere di latte e cioccolato) e su La7 c’è la Bignardi che intervista Alex Schwazer. A parte che non entro nel merito “verità o non verità” della sua storia mi è rimasta impressa questa frase: “E’ tutto nella testa, non nel fisico”. Lui la riferiva al disagio con se stessi che ti porta a cercare aiuto nella chimica, ma a me ha ricordato quanto successo un ora prima in vasca.

Sì perchè ieri sera sono entrato con il solito tarlo del “non riesco ad andare sotto i 2’/100m e invece alla fine sono riuscito a tirare fuori ripetute solidissime intorno all’1’50″/100m, con mio grande sollievo e soddisfazione.

E’ tutto nella testa, la convinzione di farcela o meno ma anche il “senso del ritmo” che ti auto imponi. Devo dire che in questo è stato fondamentale avere la Ily che le prime 3 ripetute da 150 m me le ha fatte fare spaccate a 1’49”, di precisione svizzera. Una volta metabolizzata la velocità e la lunghezza della bracciata è stato facile andare davanti e continuare così.

Certo, soprattutto in acqua dove mi manca ancora un po’ di esperienza devo fare un po’ più di sforzo e uscire brutalmente dalla zona comfort, cosa che in bici e soprattutto a piedi mi pesa molto meno. E però per tirare giù dei secondi non ci si può esimere dal soffrire, tanto è sempre la solita storia. All’inizio ti sembra di morire, poi il fisico soccombe al potere del cervello e lo segue senza dare troppi problemi. Almeno fino a quando non finisci e poi vieni invaso dall’acido lattico.

Nuoto
300 m MX warm up

4 x 150 m rec 1′

+

6 x 200 m rec 1′

100 m alternato alto

100 m pugno

100 m gambe A FFFF, R passo

Distanza: 2,4k
Tempo: 1h
Passo medio: 1’55″/100m

Scarico dati Garmin (manca la quinta ripetuta per mio errore avvio cronometro)


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Training Report: Week 13 – Day 1

Nuotatina per riprendere non troppo forte dopo la settimana di carico appena conclusa.

Un po’ di ripetute medie a velocità costante, tutto intorno ai 2’/100m con il solito problemino mentale nel trovare il giusto ritmo in acqua.

Tutte le volte in cui ho provato a spingere per fare velocità ho solo fatto più fatica ottenendo gli stessi tempi, se non peggiori, rispetto a vasche fatte al passo. La vera differenza l’ho fatta quando ho smesso di fissarmi sul tempo e ho semplicemente cercato scorrevolezza e fluidità di movimento, arrivando a tirare via serenamente 4/5″ per 100 m.

Non c’è nulla da fare, allenare l’acqua richiede nervi saldissimi e moltissima pazienza. In proporzione tirare via 1″\100m in vasca corrisponde a 10″ \km di corsa. Strafare non serve a nulla se non a stancarsi, cercare di mettere un po’ di velocità ancora meno perchè poi si paga carissimo in bici. Niente, c’è da soffrire.

Ah, prima di entrare in piscina ho fatto un po’ di core, plank normali e obliqui.

Nuoto
200 m MX warm up

2 x 400 m
4 x 200 m
8 x 100 m

200 m tavoletta, Andata FFFFF, ritorno Passo

Distanza: 2,8k
Tempo: 1h
Passo medio: 2’00″/100m


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Training Report: Week 12 – Day 2

Serata difficile quella di ieri, energie poche e mente inquinata dai soliti dubbi che mi attanagliano quando non demolisco i miei PB, come se tutti i giorni fossero fatti per spostare sempre il limite. Non funziona così eppure ancora non è un concetto “metabolizzato”, per mettermi tranquillo devo sempre ragionarci su e avere qualcuno che mi sgrida.

Ho iniziato con un po’ di core per aggiustarmi il fastidio all’anca destra, subito rientrato grazie soprattutto ai preziosissimi plank obliqui. Se siete runner fateli sempre, sono un toccasana, poi trasferimento in piscina per un totale di 3k di fondo.

La scorsa settimana ero riuscito ad andare costantemente sotto i 2’/100m per cui ieri mi aspettavo di fare altrettanto…e invece le cose sono andate diversamente. Ho fatto fatica, quella che mi sembrava una bracciata lunga in realtà era poco efficiente e quando ho provato ad aumentare il ritmo ho pagato moltissimo in termini di dispendio energetico. A parziale spiegazione c’è che ho cercato di limitare il contributo delle gambe quindi quanto meno alla fine sono uscito dalla vasca in condizioni decenti. Diciamo che sarei riuscito a salire in bici, ecco.

Si vede bene dal tracciato come dopo il secondo 800 m sia proprio crollato, e pazienza evidentemente ho pagato l’assenza dalla piscina da 1 settimana e la durezza delle ripetute lunghe di mercoledì mattina. Adesso archivio questa seduta e mi concentro sui prossimi due allenamenti che saranno durissimi. Stasera 18k di cui 14 a 4’30” e 4  a 4’15”, domani un combinato lungo da 2h bici + 1h running. Bisogna stare nel qui e ora, adesso più che mai.

Nuoto
200 m MX warm up
2x (800 m + 400 m + 200 m) rec 30″, rec serie 1′

Distanza: 2,8k
Tempo: 1h00’56”
Passo medio: 2’02″/100m

Scarico dati Garmin


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Stile libero, non si finisce mai d’imparare

Nel settembre del 2011 di fatto non ero in grado di nuotare a stile, tantomeno completare più di 500 m di fila. Riuscivo a galleggiare, punto e basta.

Gli infortuni (3 in 2 anni) nei tentativi di preparare una maratona (poi fatta e solo grazie alla formula 3 corse + 1 bici + 1 nuoto) mi hanno costretto a entrare in acqua (che odiavo) e impegnarmi ad imparare.

Ho cominciato dalle bollicine, dopo 9 mesi (non ci avevo mai pensato, il tempo che serve a fare un bambino) ho fatto il mio primo sprint, poi olimpici e qualche settimana fa, poco più di un anno dopo il mio battesimo natatorio ho completato per la prima volta 5 chilometri consecutivi in 1h49′ (passaggio ai 3,8k dell’Ironman in 1h23′) . Non è un gran tempo ma la distanza diciamo che è seria.

Non è stato facile, all’inizio era più l’acqua che bevevo rispetto a quella che rimaneva in vasca e ci sono state tantissime volte in cui ho terminato gli allenamenti senza la percezione del seppur minimo miglioramento. Mi ha però aiutato tantissimo trovare un coach di nuoto (Salvatore, che mi ha salvato per davvero dal fallimento e dall’inettitudine, grazie) e un gruppo di persone (che poi sono diventati amici con la A maiuscola) con cui lavorare, tutte più veloci di me. Appuntamento fisso due volte a settimana, corsia riservata ma riempita con 7 persone in modo da simulare al meglio le condizioni di una gara (compresa la cosidetta “tonnara” allo start).

A oggi, nuotare in un ribollio di acqua, prendere pedate, restituire gomitate, ideare strategie di taglia fuori sulle traiettorie e rimanere a galla mentre qualcuno tenta di passarti sopra sono capacità acquisite. E’ un concetto un po’ esteso di “nuoto”, effettivamente. Ho ancora tantissimo da imparare anche se a furia di insistere qualche miglioramento si vede. Alla fine della scorsa stagione il mio passo gara era di 2’00″/100m, vedremo al prossimo test se le buone sensazioni saranno suffragate dal cronometro.

Intanto c’è da dire che in questo sport conta sì la forma fisica ma ancora di più la tecnica. Anzi, dai consigli raccolti in questi mesi da nuotatori agonistici, altri triatleti e istruttori emerge che è bene sacrificare un po’ di spinta in favore di una maggiore efficienza (power vs. drag). Solo recentemente mi sono reso conto che lo stile che adottavo era decisamente poco efficiente: prima ho messo a posto le gambe (da usarsi pochissimo sulle lunghe distanze pena sfiancarsi a fronte di un aumento di velocità contenuto) e poi la bracciata, prima troppo stretta e profonda e ora grazie al gomito tenuto ben alto e largo più superficiale ma soprattutto decisamente meno “frenante”. Importante anche il completamento della spinta e il controllo in fase “aerea” per un ingresso in acqua il più ampio ma anche dolce possibile.

C’è un video che al proposito mi hanno illuminato e quindi lo metto qui, a mia futura memoria…e di chi ne ha bisogno.


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Training Report: Week 2 – Day 3

I benefici dell’allenamento in acqua non si limitano alla prima frazione.

Serata all’insegna della spensieratezza nell’approccio ma non nell’esecuzione, ovviamente.
Ho infatti messo da parte la mia idiosincrasia per il misto e tenuto acceso il Garmin 910XT più per formalità che altro.

Le tecniche diverse dal crawl le ho sempre sdegnate (sempre si fa per dire, nuotando da 15 mesi…) considerandole inutili ai fini del mio obiettivo. Ultimamente invece le ho rivalutate, tanto per cominciare perchè ho capito che sono fondamentali per uno sviluppo armonico (e quindi equilibrato) della muscolatura, a tutto vantaggio della solidità “strutturale” complessiva. E poi perchè con allenamenti molto tirati e vicini uno all’altro sono un buon modo per non sovraccaricare solo i gruppi usati principalmente nello stile libero.

Della mia Garmin dipendenza vi ho già raccontato ampiamente nel periodo “off season” quindi essere ormai in grado di fregarmene per concentrarmi solo sulla bontà tecnica del gesto mi sembra davvero un bel risultato, sintomo di un nuovo “equilibrio” raggiunto.

E appunto, ho badato più a fare bene gli stili (tutti e 4) che stare a controllare i tempi. In sintesi continuo ad essere molto soddisfatto di come adesso scivolo in acqua a stile grazie alle mani tenute larghe e ai gomiti alti (a cui stasera ho aggiunto anche una rotazione del busto appena più accentuata per compensare la perdita di allungamento della bracciata) e sono molto contento per la mobilità a delfino dopo la didattica di giovedì scorso. Certo ancora siamo lontani dal farlo in maniera corretta ma almeno la propulsione è acquisita. Una gran fatica su addominali, schiena e spalle ma ne vale la pena.

Mi sento non solo più efficiente in vasca ma anche molto più “solido” e sano a livello fisico generale. Spalle e braccia toniche sono indispensabili quando si sta per ore allungati sulle aerobar e sono anche un eccellente sistema per rendere la corsa più veloce. Cosi come ho imparato che il triathlon è uno sport unico e non la somma di tre, allo stesso modo sto imparando che il nostro corpo è fatto per funzionare in maniera integrata, è da sciocchi pensare che per correre si debbano allenare solo le gambe.

Ecco la scheda dell’allenamento:

NUOTO

200m sciolti

8 x 50m MX (DE/DO, DO/RA, RA/SL, SL/DE e ripetere) rec. 15″

50m sciolti

8 x (75m SL + 25m di seguito NO STILE DE, DO, RA…..) rec. 20″

50m sciolti

4 x (50m passo + 2 x 25m FFFF) SL palette e PB (toccare e ripartire fra i 50 ed i 25, rec. 15″ fra le frazioni)
4 x 75m gambe cambio stile (DO/RA/SL) ogni 25m rec. 10″

100m sciolti
TOT 2300 m

Distanza totale: 2300 m
Tempo totale: 01h

Note e spiegazioni terminologia tabella
PB = pullbuoy (galleggiante che si mette in mezzo alle gambe)
FFFF = fortissimo
Passo = ritmo gara (2K)
Sciolto = nuotata facile
Progressione = si parte sciolti e si finisce FFFF
Regressione = si parte FFFF e si finisce sciolti
MX = MISTI
DE = delfino (provateci)
DO = Dorso
RA = Rana
SL = Stile