L'era del Ferro

Dal divano alla finish line


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365 giorni

Un anno fa tagliavo il traguardo di Panama City Beach e diventavo un Ironman.

Mi avevano detto che finire la tua prima gara è come nascere per la seconda volta. Era vero.

Non è che non si fanno più errori o si diventa indistruttibili, anzi. E’ che si diventa molto più consapevoli di ciò che siamo, di ciò che non siamo, di ciò che vogliamo essere e di ciò che non saremo mai.

E poi, questo non potevo immaginarlo, si diventa anche responsabili. Che ci piaccia o no quando si indossa maglia da finisher diventiamo un riferimento per gli altri, per chi ci guarda sognando di raggiungere lo stesso obiettivo e anche per chi ci guarda prendendoci come simbolo di una follia da crisi di mezza età.

Sta a noi trasmettere il significato più vero dei chilometri e della fatica, oppure trasformare tutto in un esercizio narcisistico.

La parola responsabilità, dopo che ho passato quel traguardo, ha assunto un significato tutto nuovo. Sono un privilegiato.

2 novembre 2013: nato per la seconda volta

2 novembre 2013: nato per la seconda volta


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Chi ha paura del buio?

Salomon XA Pro 3D, la mia prima scarpa da trail

Salomon XA Pro 3D, la mia prima scarpa da trail

Ho trascurato il blog. Sì lo ammetto, e c’è stato anche del dolo. Avevo bisogno di staccare, staccare dagli allenamenti e trovare un nuovo obiettivo che renda sensato svegliarsi la mattina alle 5 per andare a correre, tornare a casa distrutti dal lavoro la sera alle 8 e buttarsi sulla spinbike, uscire la domenica mattina per un combinato da 4 o 5 ore. Continua a leggere


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IM Austria 2015 – Parole a colori

Ci ho messo un po’ a farmi venire la voglia di descrivere la gara nel dettaglio perché l’ho vissuta in modo così emozionale che mi sembrava di farle perdere valore, cercando di riavvolgere il nastro e razionalizzarla, dissezionandola chilometro per chilometro. Però me l’hanno chiesto in tanti…ed eccola qui allora, un po’ freddamente perché quel che avevo nel cuore l’ho già scritto. Continua a leggere


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Le IMperfezioni provvisorie

Una settimana alla gara. I giochi sono fatti, tempo di scaricare e riempire ogni singola cellula di energia.

Eh sì, la fai facile tu. Ho tirato come un matto, messo in fila lunghissimi su lunghissimi e ora anche solo corricchiare per un’oretta mi costa un’enorme fatica. E poi, quanto sono lento. Soffro.

Il cuore che non sale per la stanchezza accumulata, le gambe dure non appena provo a spingere un po’ sui pedali, la falcata corta, solo la bracciata è brillante, il nuoto è così, il nuoto è strano ti inganna sempre, non lo puoi imbrigliare dentro a uno scarico. E poi la cistite che ho trascurato, i pantaloni della divisa a cui non mi sono abituato, le mie nuove Wave Rider 17 che accidenti a loro sono solo l’ombra del glorioso nome che portano. E’ sufficiente un attimo di cedimento, la tentazione di lasciarsi un po’ andare, metto tutto insieme e vado in panico. Continua a leggere


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A volte, per fortuna, semplicemente esisti

Ne succedono di cose in tre settimane. Succede che il lavoro mi assorbe così tanto che non ho nemmeno il tempo di scrivere due righe da pubblicare qui sopra. E che comunque Klagenfurt si avvicina quindi bisogna allenarsi, alla mattina prestissimo o la sera tardi, così quando arrivo a casa mangio (mai prima delle 22:00) e poi svengo immediatamente sul divano. Continua a leggere


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Io non ho paura – Week 15/16 IM Klagenfurt

Tre settimane fa ho fatto un po’ di “revisione” delle mie condizioni: il mio secondo IRONMAN si avvicina. (Klagenfurt, Austria, 29 giugno… Venite a tifare!).
Mi sono reso conto che, nuoto a parte, negli sport singoli non vado affatto male.
Vabbè, in acqua ho il mio passo gara sui 4 km a 2’00\100 mt. come a novembre; in bici i miei 100\110 km a 32 km/h li tengo agevolmente e nella corsa… dai, la corsa è il mio grande amore quindi a posto.

Tutto bene dunque? Mica tanto a essere onesti.

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Io ti controllo – Week 14 IM Klagenfurt

I piani di allenamento Ironman sanno essere impietosi, infilano sessioni impegnative senza lasciare il tempo di recuperare e così ogni tanto ci si ritrova con la gamba cementificata o una generale sensazione di spossatezza a dover affrontare uscite a ritmi sostenuti. Continua a leggere


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Carne, sangue e sudore, degli altri – Week 11 IM Klagenfurt

La felicità del nuovo PB sulla mezza in 1h31'40".

La felicità del nuovo PB sulla mezza in 1h31’40”.

Tecnicamente questo dovrebbe essere un pezzo sulla Stramilano, sul fatto che non mi piace correre in quella città  (perché le scene imbarazzanti tra automobilisti e runner che si vedono lì dovrebbero essere solo dimenticate), sulle previsioni meteo drammatiche clamorosamente smentite, sul mio miglior tempo fatto in una mezza (ufficiosamente 1h31’40”, ufficialmente 1h32’08” causa 28″ di sosta pipì per il freddo porco preso prima del via) e su come procede la preparazione per Klagenfurt.

Invece vaffanculo ai tempi, vaffanculo alle soglie, vaffanculo alle tabelle. Continua a leggere


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Happiness is just around the corner – Week 5 IM Klagenfurt

Ci vuole poco, pochissimo per essere felice. Basta mettere in fila 7 giorni con 7 allenamenti, riprendere a nuotare dopo due mesi di infortunio, tornare a correre un diecimila in 42′ (senza intenzione) e soprattutto mettere 70 km sulla tua amata bici da crono, in una giornata tiepida e assolata, chiusa con 9 km di corsa facile che ti fa ricordare come ti sentivi durante la maratona del tuo primo Ironman.

Beh ok, non è poco, è tantissimo. E’ il privilegio di essere sani e di avere la possibilità di fare ciò che ami. Un privilegio che un po’ bisogna lottare per ottenerlo, sotto tutti gli aspetti.

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Petto in fuori e pancia in dentro – Week 3/4 IM Klagenfurt

Fatica, una gran fatica. No accidenti non è quella che faccio ad allenarmi ma quella che faccio a mantenermi su un livello accettabile di pazienza con questa stupida tendinite alla spalla, anzi ormai al braccio perché per fortuna è interessata solo un porzione del capo lungo.

Sembra che abbia trovato la quadra grazie alla combinazione di ghiaccio e esercizi di rinforzo per braccia e schiena ma ancora la strada è lunga. Se non altro non provo quasi più fastidio nella vita quotidiana, preludio alla definitiva guarigione sempre che continui con gli esercizietti e la crioterapia.

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