L'era del Ferro

Dal divano alla finish line

The switch

1 Commento

Avevo dimenticato come si facesse ad essere una bicicletta che scivola liscia sopra l’asfalto; avevo dimenticato come ci si sentisse felici ad uscire dallo stato solido per diventare fluido; avevo dimenticato come si potessero spegnere i pensieri annegandoli nel movimento.

C’era bisogno di mettersi fuori dalla piena colorata di un fiume fatto di gambe, braccia e cuori pulsanti e vederla scorrere via veloce, sentirmi abbandonato dai miei fratelli e dalle mie sorelle, per comprendere che il mio posto è dentro la corrente. Non importa in che posizione purché semplicemente all’interno del flusso, anche soltanto trascinato.

C’è voluto di farsi violenza per mettere a tacere il pensiero di non essere più un runner. Perché certi giorni le gambe proprio non vogliono saperne di sostenere il ritmo forsennato imposto dal mio ego. L’orologio che mi limita non è allacciato al mio polso ma imprigionato dentro al cuore.

Guardavo gli altri per cercare di raggiungerli e mentre mi avvicinavo a loro non mi rendevo conto che stavo solo tradendo me stesso. Siamo tutti diversi, ognuno con il suo tempo e i suoi tempi, l’unica gara che conta è quella contro noi stessi.

Vince non chi corre più forte degli altri ma chi ha la forza per guardarsi dentro, esplorare i propri limiti, estenderli per quanto possibile attraverso un disciplinato e paziente lavoro, e ad un certo punto riconoscere che inseguire orizzonti che non ci appartengono fa solo rischiare di smarrirsi irrimediabilmente.

Post scriptum
Questa settimana 12k lenti e comodi (immediatamente dopo i quali ho scritto queste righe), una seduta di spinning da 45′ con wattaggio medio vicino a 250 e due allenamenti a nuoto. Il secondo, quello di ieri, è stato da 5k in 1h 49′ a 2’11″/100m. L’ho fatto decisamente nel classico stato di svuotamento mentale da lunghissimo ma alla fine uscito dalla vasca con le gambe tremanti, c’è stato solo un grande sorriso, un high five ai miei tecnici del nuoto Salvo e Giorgia, e un pugno alzato in aria per ricordarmi che sono sempre lo stesso Matteo che non molla mai.

Da domani si comincia ufficialmente con la preparazione IM2013.

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One thought on “The switch

  1. Ciao Matteo, sotto con una gran preparazione!

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